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Agriturismo Parco Verde
Contrada Spineta, 50
85050 Grumento Nova (PZ)
Basilicata - Italy
 
Tel. +39 333 5724074
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Grumentum

L’Antica Grumentum

imageLa città, identificata come uno dei primi centri abitati delle regioni più interne del Sud della penisola ed in particolar modo della Lucania, venne dedotta come colonia romana nel 133 a.C grazie alle leggi di Tiberio Gracco ( Tiberio Sempronio Gracco, tribuno della plebe nel 133 a.C.) , in un territorio che doveva appartenere già allo Stato romano.

Come colonia romana, la città di Grumentum era controllata direttamente da Roma e con ogni probabilità venne assegnata ai veterani degli eserciti di un grande condottiero della tarda repubblica ( Pompeo, Cesare oppure Ottaviano).

A seguito di una distruzione della città avvenuta fra il 91 e l’ 88 a.C., attestata dalla tradizione e in particolar modo da Tito Livio, Grumentum vide la sua ricostruzione durante la meta’ del I secolo a.C. quando l’ intero assetto urbanistico venne sottoposto ad un’ attenta opera di ristrutturazione.

Ad accrescere l’ importanza dell’ agglomerato urbano, all’interno di quella che venne definita in età augustea III Regio, è il collegamento tramite la via Herculea con la via Appia nei pressi della città di Venosa e alla via Popilia nei pressi di Nerulum. Grumentum divenne un importante fulcro economico che vide il suo splendore per più di un secolo tra il III e il II secolo a.C. Il passaggio di importanti vie di comunicazione è attestato dalla cartografia antica ufficiale di tarda età imperiale ( Itinerarium Antonini e Tabula Peuntingeriana) e la loro presenza è documentata da alcuni cippi stradali di IV e V d.C..

Inoltre, la collocazione strategica dal punto di vista militare, fece sì che il suo territorio fosse stato scenario di importanti battaglie che si svolsero fra i Romani e i Cartaginesi per il controllo dell’ area nel 215 e nel 207 a.C ( nel 207 a.C. il console Claudio Nerone riportò la prima vittoria su Annibale dopo la disfatta di Canne, ribaltando le sorti della seconda guerra punica ).

Durante il III secolo vengono tracciate dall’insediamento osco, le linee principali della planimetria urbana di Grumentum, le quali già in fase lucana presentavano un modello di tipo ortogonale. Venne creata una maglia regolare di isolati abitativi che si dispongono assecondando il naturale andamento collinare del terreno.

La città romana portata alla luce dalle campagne di scavo susseguitesi negli anni, è caratterizzata da una forma allungata , opera di un lavoro di spianamento del territorio circostante.

L’ impianto ortogonale si articola su tre terrazze attraversato da altrettante tre strade longitudinali tagliate a loro volta da numerosi assi trasversali : come insegnava la planimetria adottata dai romani, il cardo rappresentava la strada con andamento Nord-Sud. Il sistema urbanistico ortogonale dipendeva dai riti aruspicali di fondazione, si basava quindi sull’osservazione del volo degli uccelli che indicava il volere divino. Di conseguenza questa dottrina prevedeva un preciso orientamento secondo i punti cardinali. A differenza del cardo, il decumanus rappresentava la strada con andamento Est-Ovest che lo intersecava .

Grumentum rappresenta un caso particolare in questo senso poichè la strada principale, a causa della conformazione del terreno , non seguì l’orientamento stronomico. Tuttavia la strada principale messa in luce nel sito, nei pressi del teatro romano, venne comunque chiamata decumano).

L’ abitato veniva così diviso dal reticolo stradale in insulae (isole) di circa 35 X 90 metri all’ interno delle quali sorgevano le domus (abitazioni). Ciò è confermato da numerosi saggi effettuati in zone diverse dell’abitato ed è stato poi ribadito dalle ricognizioni di superficie. Recentemente il prof. Hans Jorg Thaler, ha ridimensionato le misure delle insulae e ridotto a due il numero dei decumani.

Tutta l’ area era cinta da mura, ristrutturate tra Il 57 e il 51 a.C., come è attestato da due epigrafi, il cui andamento seguiva il ciglio della collina. Quattro grandi ingressi erano stati ricavati nella struttura muraria in opus quasi reticulatum, per essere adibiti al passaggio dei carri, mentre altre tre porte erano riservate al passaggio pedonale.

I principali complessi monumentali, portati alla luce dagli scavi sin dal 1800, sono stati costruiti nella terrazza centrale; successivamente molti di questi edifici furono ristrutturati all’epoca dei Severi ( III secolo d.C.).

Al termine dell’epoca imperiale e con l’avvento del Medioevo, Grumentum sembra vedere il tracollo della vita cittadina e il tutto sarebbe testimoniato dalle evidenze archeologiche: visibile è la distruzione dei portici intorno al Foro come lo sono i rinvenimenti di sepolture nel foro stesso e in altre aree dell’urbe. Inoltre la costruzione di strutture precarie realizzate con materiali di reimpiego in aree pubbliche potrebbe sostenere l’ipotesi del declino della città.

Per quanto riguarda l’epoca medievale, prendendo in considerazione i ritrovamenti delle ultime indagini, le tracce di vita sono piuttosto scarse e sono attestate da qualche sporadico esempio di sepoltura e di materiale ceramico con decorazione datante.

Tuttavia gli studi più recenti eseguiti sui reperti medievali eseguiti durante la campagna archeologica in data Agosto 2009, lasciano ipotizzare la possibilità di prolungare l’esistenza del sito, che a quanto pare prosegui’ effettivamente fino a tutto l’ VIII secolo.

Quello che sembrava un sito ormai dimenticato e in decadenza, distrutto definitivamente secondo alcune fonti antiche nel IX secolo dai Saraceni, risulterebbe invece mantenere l’attività commerciale : le importazioni di materiale ceramico provenienti dalle coste del mar Egeo e gli esempi di anfore di enormi dimensioni importate dal continente africano e dall’Asia minore ne sono una testimonianza tangibile.

da Archeoguida...
 

Link e riferimenti

www.basilicata.beniculturali.it/index.php?option=com_k2&view=item&id=139:area-archeologica-di-grumentum

profs.lettere.univr.it/progettogrumentum/index.html

profs.lettere.univr.it/progettogrumentum/GRUMENTUM_ROMANA.pdf
 
 
         
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